IL COLLOQUIO IAPL 2026 A PARIGI SI AVVICINA!
- 28 ottobre 2026
2007-2010
[Tradotto da A.I.]
Cari membri e amici,
È difficile spiegare come sia possibile avere sentimenti così contraddittori: da un lato gratitudine per il vostro voto di fiducia nel nominarmi Presidente e dall’altro ansia per meritarselo e poter adempiere a tutti i compiti che questo onore richiede.
Mi sento sollevato se penso che svolgerò le funzioni di Presidente come un “messaggero” insieme a Peter Gottwald e che posso contare sul supporto di Ada Pellegrini Grinover, Oscar Chase, Masahisa Deguchi, Loïc Cadiet, Michele Taruffo, così come sul vostro.
I miei pensieri vanno ai maestri che mi hanno preceduto: Enrico Redenti, Niceto Alcalà Zamora y Castillo, Mauro Cappelletti e, naturalmente, Marcel Storme. E a tutti i membri che hanno fatto tanto per la nostra associazione, inclusa l’organizzazione dei congressi mondiali e dei colloqui, così importanti per lo sviluppo del diritto processuale civile comparato.
Penso a José Carlos Barbosa Moreira e Yashuei Taniguchi, vicepresidenti della nostra associazione per molti anni, sempre presenti ai nostri incontri nonostante i lunghi viaggi che dovevano affrontare per dare preziosi consigli sulla scelta dei temi e dei relatori dei congressi; penso a Walter Habsheid, Pessoa Vaz, Ulla Jacobsson e Sir Jack Jacob, Wedekind, Pelaya Yessiou-Faltsi, Walter Rechberger, Kostantinos Kerameus, Italo Andolina, Mieczyslaw Sawczuk e molti altri, tra cui non posso dimenticare il professor Sherman e il professor Yannopulos che ci hanno ospitato a New Orleans, né Tony Jolowicz, Vittorio Denti, Augusto Morello, Jacques Normand e Roger Perrot e soprattutto il caro Cipriano Gomez Lara che ci ha lasciati dopo tutti i suoi grandi sforzi nell’organizzazione del XII Congresso Mondiale in Messico. E poi anche i nostri colleghi giapponesi e il congresso da loro organizzato: prima Takeshi Kojima a Tokyo e poi Masahisa Deguchi a Kyoto nel 2006.
In questi anni il difficile lavoro di segretario è stato condiviso con Peter Gottwald e Keith Uff ed è anche grazie a loro che l’associazione è diventata più forte e più grande, con circa 350 membri in tutto il mondo. Il libretto dei membri che vi verrà fornito ne è la prova.
Il Segretario Esecutivo, Prof. Loïc Cadiet, ha predisposto questo libretto: permettetemi di esprimere la nostra gratitudine per il suo magnifico lavoro.
Ma è soprattutto grazie al grande impegno, lavoro ed entusiasmo di Marcel Storme, ora Presidente Onorario, che l’associazione si è sviluppata in tutto il mondo, come ha dimostrato l’ultimo congresso mondiale tenutosi a Salvador de Bahia. Questo congresso è stato possibile grazie all’impeccabile organizzazione di Ada Pellegrini Grinover, Petronio Calmon Filho e dei loro collaboratori, ai quali ringraziamo ancora una volta.
Sono certo che il futuro porterà uno sviluppo ulteriore della cooperazione sia nel campo professionale sia nelle relazioni amichevoli tra tutti noi.
Il colloquio su “Procedimenti orali e scritti: efficienza nel processo” che si terrà a Valencia dal 6 all’8 novembre 2008 è ora pronto, grazie al Prof. Manuel Ortells Ramos.
Successivamente avremo il colloquio previsto per il 3-6 giugno 2009 a Toronto, su cui sto già lavorando con Oscar Chase, Janet Walker e Collem Hanycz, con la costante presenza, immagino, di Garry Watson; il tema generale sarà: “Né Common né Civil: riforma processuale e necessità di nuove categorie”.
Inoltre: nel 2010 è prevista una proposta di colloquio a Pécs, Ungheria; nel 2011 il XIV Congresso Mondiale si terrà a Berlino e Neil Andrews ha proposto un colloquio a Cambridge.
È grazie all’organizzazione di questi eventi che dobbiamo esprimere la nostra grande soddisfazione per tutti i risultati che facilitano lo scambio di ricerche e conoscenze tra esperti di tutto il mondo.
Ciò può contribuire in modo significativo al futuro di una delle attività umane più nobili, lo sviluppo della giustizia, per soddisfare le esigenze dello Stato moderno e garantire la protezione effettiva, a livello costituzionale e sovranazionale, dei diritti fondamentali dell’uomo.
Mantenere la conoscenza reciproca, l’osservanza della legge, il senso di appartenenza a una grande famiglia – come la nostra Associazione è stata ben definita – può contribuire a tentare di sconfiggere l’estremismo e tutti gli abusi. In ultima analisi, potrebbe portare a preservare quel bene supremo, troppo spesso maltrattato, che è la pace, il rispetto dei diritti e la loro protezione giurisdizionale.
Concludendo il suo rapporto al Colloquio di Lund, riguardo allo spirito della nostra Associazione, Mauro Cappelletti osservò: “È un’associazione aperta di studiosi; aperta, cioè, agli studiosi di diritto processuale di tutti i paesi, di tutte le razze, di tutte le credenze, senza barriere né discriminazioni.
Essere un’associazione di studiosi non significa isolamento da tutta la vita reale.
Siamo studiosi che trattano il diritto, e il diritto è, naturalmente, esso stesso un fenomeno politico, anzi una realtà cruciale della vita sociale.”
Queste sono parole che ritengo ancora oggi le migliori.
Come possiamo vedere, le basi dell’Associazione Internazionale di Diritto Processuale sono solide: vivat, floreat, crescat!
2009